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19 ottobre 2009 Teatro della Cometa

CONNESSI AL FUTURO DA PROTAGONISTI

PERCHÉ A DECIDERE SIANO GLI AVENTI DIRITTO

Soffia il vento della restaurazione

Davanti alle istituzioni. Noi non c’eravamo.
Ai tavoli delle trattative. Noi non c’eravamo.
Nel progetto presentato. Noi non c’eravamo.

La triade sindacale ha già deciso il nostro domani.

NOI NON CI STIAMO

confronto aperto tra gli Artisti e i Lavoratori IMAIE per impedire il ritorno al passato

cometa_nera
Teatro della Cometa, ROMA
19 ottobre 2009 ore 18.00
Via del Teatro Marcello 4

CLLAIE
info: 338 4926023 – 347 1101430 – 338 1117070 – 340 1073601
email : cllaie@yahoo.it – fax : 06 96708500

Scheda di adesione all’incontro del Comitato Liberi Lavoratori & Artisti Interpreti Esecutori

7 Risposte

  1. Ragazzi come al solito siete dei grandi, gli unici paladini rimasti a voler coinvolgere onestamente noi artisti, raccontateci la verità e le vostre idee per il futuro noi ci saremo per sostenere i nostri diritti e la trasparenza.
    Non molliamo invitate tutti gli artisti, da parte mia coinvolgerò tutte le mie amicizie e conoscenze.
    Già qui invito i colleghi artisti ad intervenire numerosi e sostenere gli interessi della nostra categoria fatta di lavoratori dello spettacolo e lavoratori della nostra IMAIE

  2. Grandioso!
    Dall’Arcobaleno alla Cometa!
    Se un gruppo ristretto di artisti si incontrano al Teatro Arcobaleno, è, assolutamente, grandioso che un comitato di liberi lavoratori incontri noi artisti al Teatro la Cometa, in pieno centro, davanti al Campidoglio.
    Grazie ragazzi torniamo ad essere VERI protagonisti
    SUL PALCO.
    VIVA LA MUSICA

  3. E GLI ARTISTI STANNO A GUARDARE…

    Sappiamo, noi artisti-interpreti-esecutori, che l’Imaie è in liquidazione.
    Sappiamo, in pochi, che i tre commissari, coadiuvati dai lavoratori interni, stanno portando avanti tutte le pratiche che condurranno all’estinzione dell’Istituto, compresa quella della distribuzione dei diritti fin qui acquisiti.
    Non siamo stati noi artisti a decretare la fine dell’Imaie, così come rischiamo di non essere noi i protagonisti della ricostruzione del nuovo Istituto.
    Abbiamo saputo, in pochissimi, che il Ministro dei beni culturali, on. Bondi, ha incaricato l’avv. Micciché di individuare e proporre un progetto per la nascita di un nuovo Istituto. Che l’avv. Micciché ha interpellato i tre sindacati, già soci fondatori dell’attuale Imaie, e che i sindacati si sono più volte incontrati per condividere e presentare un proprio progetto unitario.
    E noi?
    Gli artisti, come in passato, stanno a guardare.
    Nessuno, fin qui, ha ritenuto di dover ascoltare il parere di coloro che, con i denari dei propri diritti, tengono in piedi l’Istituto.
    Una delle cause della crisi dell’Imaie è stata più volte individuata nello strapotere gestionale dei tre sindacati che, in guerra tra di loro, hanno contribuito all’ingovernabilità dell’Istituto. Va ricordato inoltre che, nel procedimento d’estinzione firmato dal Prefetto di Roma, si fa specifico riferimento anche alla maxi truffa per le somme elargite con l’art.7 e alla conseguente indagine – ancora in corso – da parte della Procura di Roma.
    Sappiamo per esperienza che, in passato, le assemblee dei soci, e dei delegati dei soci, non hanno mai potuto promuovere alcuna politica gestionale.
    Soci e delegati dei soci sono sempre stati riuniti su decisione del CdA e solo per ratificare quanto già deciso dal CdA.
    Una pratica, quella del passato, favorita da uno statuto insufficiente a garantire la vita democratica e trasparente dell’Istituto.
    Da più parti, anche in seno ai Sindacati stessi, era partita la proposta che, nel nuovo Istituto, le Organizzazioni sindacali avrebbero dovuto svolgere esclusivamente il loro storico ruolo, quello della contrattazione. Non svolgendo più, quindi, altre mansioni di gestione.
    La proposta è evidentemente naufragata poiché pare che, nel progetto in discussione, continui ad essere prevista la presenza dei sindacati negli organi di gestione.
    Ci saranno certamente modifiche all’attuale statuto, ma nessuna modifica si segnala, purtroppo, sul fronte del metodo fin qui usato: ai tavoli di studio, di elaborazione e di contrattazione si sono, fin qui, seduti solo i funzionari del Ministero, il consulente tecnico del Ministro e le organizzazioni sindacali.
    Coloro che avrebbero dovuto essere i protagonisti della vecchia e della nuova Imaie, cioè gli artisti-interpreti-esecutori, sono stati finora esclusi dal dibattito e dalle decisioni.
    Come sarà il nuovo Istituto che incasserà e distribuirà i nostri diritti?
    Non lo sappiamo ancora. Lo sapremo, con molta probabilità, fuori tempo massimo, quando i giochi si saranno chiusi e prenderemo atto di quanto deciso nelle stanze del potere.

  4. nici palE’ piuttosto condivisibile ciò che la signora Buccellato scrive, anche se su alcune cose dissento, come per la demonizzazione che si perpetua dell’art.7 del 2007, ultima pioggerellina di denari degli Artisti, ristornati ai medesimi prima che si chiudessero le borse ed i giochi.
    A fronte di alcuni “furbetti dell’articolino” (poche decine) che hanno approfittato dell’occasione, alcune centinaia di Artisti hanno potuto godere di un pò di sussidio (i soldi sono sempre i nostri).
    Mi sembra altresì poco prudente gridare al miracolo ed inneggiare ai nuovi paladini “uadini rimasti a voler coinvolgere onestamente noi artisti”.
    Sinceramente penso che si dovrà riscrivere serenamente il ruolo dei sindacati all’interno dell’Imaie, per non permettere, in futuro, i dissensi che hanno lungamente immobilizzato l’Istituto ed i suoi doveri verso noi Artisti.

  5. quando si parla di coinvolgere gli artisti si sa bene che eun affermazione generica e demagogica.non esiste in nessun paese del mondo ogni nazione ha chi rappresenta le categorie e sono i sindacati .vogliamo allora sottolineare che da noi nel nostro settore non abbiamo chi cisa rappresentare anche per una nostra assoluta mancanza di partecipazione e per una vocazione assurda all individualismo piu becero. siamo dei lavoratori senza nessun diritto e visto che non siamo capaci di organizzarci ne all,esterno ne all interno delle organizzazioni che ci dovrebbero rappresentare patiamo e siamo senza nassuna garanzia di sopravvivenza . vogliamo discutere come cambiare questa situazione? VOGLIAMO APPROPIARCI DEI NOSTRI DIRITTI E DEL NOSTRO MESTIERE VEDIAMOCI AUTO CONVOCHIAMOCI E RIFONDIAMO QUELLO CHE NON CI AIUTA CHE NON FUNZIONA PIU.

  6. Non vedo il mio commento. Mi tenete informata per favore?

  7. Gentilissima Daniela, purtroppo non risulta pubblicato il suo commento. Provi a postarlo di nuovo, visto che quest’ultimo si legge e il BLOG è aperto alle opinioni di tutti. La nostra speranza è che sia terminato il tempo delle sfide tra guelfi e ghibellini: ora, se il prossimo 29 giugno il Senato convertirà definitivamente il decreto sulle fondazioni liriche che all’art. 7 istituisce il Nuovo IMAIE, gli Artisti Interpreti Esecutori dovranno dimostrare di essere una categoria unita per raggiungere obiettivi comuni che garantiscano il futuro del diritto connesso. Come lavoratori dell’IMAIE, mettiamo a completa disposizione le nostre competenze e conoscenze tecniche. Se desidera avere ulteriori informazioni non pubblicate sul nostro BLOG può scriverci ai seguenti indirizzi e-mail: lavoratorimaie@yahoo.it cllaie@yahoo.it .
    La ringraziamo e la salutiamo cordialmente.

    C.L.L.I. Comitato Liberi Lavoratori IMAIE

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