Malcom Pagani e Il Fatto Quotidiano colpiscono ancora. Nell’articolo IMAIE, il muro di gomma, pubblicato il 16 aprile, sono riportate una serie di inesattezze che come capita spesso omettono gran parte della verità. Vi si racconta dell’estinzione dell’IMAIE, come fosse un abuso d’ufficio del Governo per sottrarre i soldi agli Artisti. Si auspica che la sentenza di merito del TAR dia ragione ai ricorrenti, riabilitando tutti gli ex amministratori: l’ex Presidente Edoardo Vianello, l’ex Consigliere d’Amministrazione Domenico Del Prete (Fistel-Cisl), l’ex Vicepresidente Pieradelio Verderio (Fistel-Cisl), solo per fare tre nomi su tutti. Ma questo Malcom Pagani non lo scrive, forse non glie lo hanno detto.. per lui tutto si riduce alla teoria dei suoi fidi informatori: “(…) molti artisti contrari all’estinzione hanno promosso un giudizio amministrativo per l’annullamento del provvedimento del Prefetto Pecoraro (…)”. Molti Artisti, che equivalgono a non più di 100 soggetti: per carità, assoluto rispetto per le minoranze, ma che poco più di 100 Artisti rappresentino il pensiero di circa 70.000 aventi diritto, è un’idea abbastanza curiosa della democrazia. Tuttavia Cinzia Mascoli crede di rappresentare l’intero universo culturale e artistico di questo paese, quindi va bene così… Andiamo avanti. Naturalmente non manca mai il riferimento ai lavoratori dell’IMAIE. Eccovi l’ultimo perentorio attacco: “ (…) In piazza, il 18 marzo scorso, davanti a Montecitorio una delegazione dei dipendenti IMAIE. Poco meno di quaranta lavoratori. Sostenevano la nascita dell’IMAIE 2, non opponendosi, nonostante lo scioglimento dell’Istituto preludesse al loro licenziamento, alle decisioni del Prefetto Pecoraro (…)” Cara Cinzia, in piazza non c’erano soltanto i lavoratori IMAIE ma anche un nutrito gruppo di suoi colleghi che evidentemente le sono sfuggiti (tra gli altri Ninetto Davoli, Enzo Decaro, Massimo Ghini), oltre che due soci fondatori IMAIE (FIDA-SLC CGIL e UNDA UILCOM UIL).
Ha ragione Cinzia Mascoli: “esiste una disinformazione mostruosa” e il suo gruppo insieme a quello di Del Prete (AIE 77) la alimentano ogni giorno. Certo per Cinzia Mascoli l’obiettivo dichiarato siamo noi lavoratori: è difficile fargli capire che non viviamo di finanziamenti art.7 ma di busta paga! E soprattutto è difficile capire perché c’è l’abbia tanto con noi: sono ormai lontani i tempi in cui veniva a stringerci la mano e a riempirci di elogi quando si presentava all’IMAIE ad incassare il finanziamento art.7 o i diritti spettanti. Cosa è successo nel frattempo?
Il meglio dell’articolo però deve ancora venire. Spalancate le orecchie e prendete nota: “ (…) In atto ci sarebbe un esperimento di ingegneria genetica. Un mostro bicefalo Governo-CGIL, con Massimo Ghini, ex membro del C.d.A. IMAIE in rappresentanza degli Artisti (…)” – e poco più avanti – “ (…) come si può definire nuovo un ente – si chiede Mascoli – creato dalle stesse persone, lo stesso Direttore Generale, gli stessi rappresentanti sindacali, la stessa rappresentanza di artisti di quello vecchio? In sintesi si tratta della stessa compagine gestionale definita dal TAR e dal prefetto inidonea a raggiungere gli obiettivi dell’ente (…)”. Forse la Mascoli ha un po’ di confusione in testa: prima ci viene a raccontare che gli Artisti si sono giustamente opposti all’estinzione promuovendo un ricorso amministrativo al TAR, poi se la prende con il decreto per l’IMAIE 2 contestando che farebbe tornare i vecchi amministratori. Infine sostiene che il TAR ha fatto bene a definire “inidonea” la compagine gestionale dell’IMAIE che ha portato al provvedimento di estinzione del prefetto. Delle due, l’una: o il TAR da ragione ai ricorrenti reintegrando nelle funzioni i vecchi amministratori, come sembrerebbe auspicare la Mascoli ( e quindi il nuovo per lei sarebbe rappresentato dal reintegro nelle funzioni di Vianello, Del Prete, Verderio, del vecchio C.d.A. e dell’Assemblea dei Delegati), oppure il nuovo ente creato per decreto è ormai necessario proprio per impedire che gli stessi protagonisti di IMAIE si ritrovino in futuro a decidere regolamenti, statuto e gestione di IMAIE 2. La verità è che la proposta di statuto di Artisti 7607 non cambia nulla rispetto alla vecchia IMAIE, tanto che nella versione revisionata dal prof. Mattarella rimangono inalterate le funzioni del vecchio Comitato di Presidenza composto dai 3 rappresentanti di designazione sindacale, così come rimane inalterato il ruolo e la presenza (con diritto di voto) dei 6 rappresentanti sindacali in Consiglio di Amministrazione. La funzione “consultiva” delle organizzazioni sindacali è quindi in realtà limitata alla sola Assemblea dei Delegati. Una contraddizione evidente.
In conclusione, la linea dettata da Artisti 7607, ci aiuta a far chiarezza… Basta leggere il gran finale: “ (…) Una possibilità ci sarebbe, il governo potrebbe rinunciare all’estinzione dell’IMAIE e i sindacati procedere alle necessarie modifiche dello statuto utili per iniziare un nuovo percorso basato prima di tutto sulla trasparenza (…)”. Adesso ci siamo! Ma come, non erano stati i sindacati a rovinare l’IMAIE? Se così stanno le cose non c’era neanche bisogno di scomodare il prof. Mattarella. Adesso, grazie alla Mascoli e all’arguta penna di Malcom Pagani, abbiamo capito tutto. Possiamo sintetizzare così: la vecchia IMAIE dovrà essere rifondata dalla ceneri per creare un istituto più giusto e trasparente. Il Governo deve ritirare l’estinzione per consentire questa rinnovazione dall’interno. I sindacati dovrebbero rivedere e modificare il vecchio statuto in favore di una nuova e preponderante centralità degli Artisti nella gestione dei loro diritti.
Chi garantisce il corretto svolgimento dell’intero processo di rinnovamento? Naturalmente Cinzia Mascoli, Artisti 7607, Domenico Del Prete… e il TAR… ma solo se darà ragione ai ricorrenti.
Lo confessiamo: di meglio non si sarebbe potuto fare. Invertendo l’ordine degli addendi, il risultato non cambia!
C.L.L.I. Comitato Liberi Lavoratori IMAIE
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