Cronistoria IMAIE 2007-2010

Tra i compiti istituzionali dell’IMAIE, oltre all’incasso e alla ripartizioni dei diritti individuali degli artisti interpreti esecutori, la legge affida all’Istituto l’incarico di gestire dei fondi per lo studio, la promozione e la ricerca in favore delle categorie degli stessi artisti interpreti esecutori. I fondi gestiti da IMAIE, diritti individuali e collettivi, non provengono in alcun modo dallo Stato.

L’IMAIE ha svolto questa funzione prevalentemente concedendo finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti artistici in base ad istanze pervenute dagli artisti o da associazioni ed organismi attivi nel mondo della produzione culturale.

Nel 2007, a seguito dello sblocco della ripartizione relativa ad annualità arretrate, i fondi da destinare a dette attività promozionali superavano i 24 milioni di euro. Per questo gli organi collegiali emanarono un regolamento che stabiliva le modalità di accesso e di erogazione dei finanziamenti. In particolare, il bando prevedeva modalità automatiche di assegnazione dei contributi e forme sommarie di rendicontazione dei progetti, contemplando, tra l’altro, la possibilità, impropria, di delegare soggetti terzi all’incasso del credito e all’adempimento delle formalità previste.  In base a questo regolamento sono stati attribuiti circa 21 milioni di euro in favore di 1.513 progetti per cui diversi soggetti avevano presentato richiesta.

In seguito alle segnalazioni degli uffici dell’Istituto coinvolti nella gestione delle pratiche, nel mese di Giugno 2007 il Direttore Generale sottoponeva al Consiglio di Amministrazione un documento che esponeva una serie di criticità, anche relative alla conformità alle norme vigenti, riguardanti principalmente i meccanismi di liquidazione dei contributi, a fronte del quale non venivano adottate significative azioni correttive nonostante i puntuali richiami del Collegio dei Revisori dei Conti.

Il 25 ottobre 2007 il Direttore Generale dell’IMAIE presentava al Consiglio di Amministrazione (CdA) un dossier raccolto dagli uffici preposti riguardo irregolarità nella rendicontazione di 78 progetti finanziati per un totale di circa 850.000 euro oggetto di finanziamento (delega di incasso a società inesistenti o con attività cessata, contraffazione di bollini SIAE, spettacoli non realizzati). La conseguente delibera, adottata a maggioranza dal CdA, di procedere a presentare denuncia presso la Procura della Repubblica per il reato di truffa ai danni dell’IMAIE, apre una crisi senza precedenti all’interno degli organi collegiali dell’Istituto.

Ai reati ipotizzati nella relazione presentata al CdA se ne aggiunge subito un altro, in quanto durante la notte vengono violati i sistemi informatici dell’Istituto per prelevare  il documento che dettagliava quanto emerso sulle presunte frodi. Ad oggi le indagini della Magistratura, affidate al Sostituto Procuratore Luca Guido Tescaroli, hanno portato al sequestro di 337 progetti – corrispondenti al 40% dei progetti musicali finanziati e al 20% del totale dei progetti del settore musicale e di quello audiovisivo.

Dal gennaio 2008 le attività decisionali del CdA subiscono una lenta e progressiva paralisi a causa di veti incrociati e reciproche accuse tra le componenti artistiche Audiovisiva e Musicale e tra le diverse componenti sindacali  (CGIL, CISL, UIL). I 4 Consiglieri di area artistica audiovisiva e 5 Consiglieri su 6 di nomina sindacale chiedono una profonda revisione del regolamento per l’assegnazione dei fondi promozionali perché così strutturato  favoriva i tentativi di truffa. Gli stessi chiedono, inoltre,  l’emanazione del regolamento per la ratifica dei Soci previsto dallo Statuto dell’Ente e mai realizzato. In tempi diversi i Vicepresidenti di designazione Sindacale presentano le proprie dimissioni senza però essere sostituiti in toto dalle Organizzazioni Sindacali e senza uscire dal Consiglio di Amministrazione. Anche il Presidente dell’Istituto, M° Sergio Perticaroli, nel mese di Maggio 2008 rassegna le proprie dimissioni. Contestualmente emerge tutta una serie di casistiche di violazioni delle disposizioni del regolamento art. 7 relativamente alle incompatibilità che escludevano dai finanziamenti i Consiglieri di Amministrazione ed i loro parenti e congiunti di primo grado. In un contesto in cui era stata già sospesa l’accettazione delle domande di iscrizione dei Soci, non vengono rinnovati gli accordi di riscossione dei diritti con gli enti utilizzatori e con i produttori.

Il 21 maggio 2008 viene eletto Presidente Edoardo Vianello e successivamente viene approvato, a colpi di maggioranza, un nuovo regolamento per la gestione dei finanziamenti ex Art. 7 L. 93/92 che ricalca quello che nel 2007 aveva favorito le probabili truffe, con l’unica novità della esternalizzazione delle attività di ricezione e verifica delle domande di finanziamento, fino a quel momento sempre gestite dagli uffici IMAIE. Nel giro di pochi mesi si crea una insanabile frattura con il Direttore Generale e  i Consiglieri di Amministrazione contrari alla politica del Presidente. Tale comportamento  porta la maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione (4 artisti della area audiovisiva e 5  rappresentanti di nomina sindacale su 6 ) a presentare le dimissioni il 21 luglio 2008.

A questo punto, invece di aprire un confronto tra le parti per superare la crisi, il Presidente nonostante l’aperta contrarietà della maggioranza assoluta dei Delegati dei Soci di area audiovisiva, e la diffida di 5 Consiglieri su 6 di nomina Sindacale  nonché gli ammonimenti del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti di nomina del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC),  procede, il 21 agosto 2008, alla sostituzione dei Consiglieri dimessi, la cui nomina sarà poi sospesa dal Tribunale di Roma. I Consiglieri sostituti vengono votati ed eletti da 9 Delegati dei Soci dell’area audiovisiva su 30 aventi diritto al voto, convocati senza delibera consiliare per il 21 Agosto 2008, contrariamente a quanto previsto dallo Statuto.  Per tale motivo la SLC-CGIL richiede l’intervento del MiBAC affinché l’Ente venga commissariato.

A fronte di tale richiesta, il MIBAC e il Ministero del lavoro chiedono ai Membri del Collegio dei Revisori dei Conti di loro nomina, di produrre una relazione dettagliata sullo stato dell’IMAIE; a fronte di tale relazione, che conferma lo stato di crisi dell’Istituto (sottolineato dalla mancata approvazione nei termini di legge del bilancio consultivo 2007 e preventivo 2008), il MiBAC chiede alla Prefettura di Roma di effettuare le necessarie verifiche e prendere eventuali provvedimenti per quanto di sua competenza, data l’impraticabilità di ipotesi di commissariamento derivante dalla natura privatistica dell’IMAIE.

A partire da Settembre 2008, il Presidente Vianello, appoggiato dalla maggioranza del C.d.A., cerca di procedere verso le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali e accusa i due Soci Fondatori CGIL e UIL di ostruzionismo sull’avvio dell’iter elettorale, per mancata nomina dei componenti della commissione elettorale. Alcuni soci presentano ricorso ex art. 700 c.p.c., per questo motivo, nei confronti di CGIL, UIL e IMAIE. La III sezione del Tribunale Civile di Roma rigetta, in data 20 gennaio 2009, la domanda cautelare di tali soci e li condanna a rifondere a IMAIE, CGIL e UIL le spese processuali. Il C.d.A. indice, a maggioranza, una gara d’appalto per gestire esternamente l’art.7 e le prossime elezioni e nega ad oltranza alla componente artistica audiovisiva dell’Assemblea dei Delegati di ripetere l’elezione dei Consiglieri di propria nomina in condizioni di legalità.

Il 20 gennaio 2009 la III sezione civile del Tribunale di Roma sospende con un’ordinanza la delibera di nomina dei consiglieri di amministrazione dell’area audiovisiva eletti il 21 agosto 2008, a seguito del ricorso presentato da CGIL, UIL, da alcuni consiglieri di amministrazione e delegati dei soci dell’area audiovisiva. Ciò nonostante, ai Delegati dei Soci continuerà ad essere negata  la possibilità di rieleggere le proprie rappresentanze nel C.d.A. 

Il 18 febbraio 2009, nel contesto sommariamente descritto, arriva la comunicazione del Prefetto di Roma di avvio della procedura di estinzione, che culminerà nel decreto del 30 Aprile 2009. Tutto il C.d.A., indistintamente, si dichiara contrario all’estinzione, ma nuovamente gli organi collegiali si  spaccano su come difendere l’Ente. Il Presidente, con chi lo sostiene, decide di ricorrere al TAR, mentre i rappresentanti dei Soci Fondatori di CGIL e UIL ritengono che un’azione di salvataggio credibile passi attraverso il superamento dell’organismo che ha prodotto tale situazione e chiedono le dimissioni immediate della Presidenza e del C.d.A., una condizione che, ancora una volta, viene respinta.

Il provvedimento di estinzione viene sospeso dal TAR del Lazio, a cui si è appellato Vianello, con ordinanza del 21/05/09, reiterato dal Prefetto il 28/05/09 e nuovamente sospeso dal TAR il 18/06/09, per essere poi riconfermato dal Consiglio di Stato con ordinanza del 14/07/09. Il provvedimento del Prefetto, oltre a chiedere la nomina dei Commissari Liquidatori da parte del Tribunale di Roma, riconosce la situazione di paralisi ed incapacità di autogoverno di IMAIE, evidenziando tanto l’inadeguatezza della struttura dell’Istituto a raggiungere i propri fini statutari quanto le lacune della cornice legislativa che ne regola l’attività. Il Prefetto definisce l’estinzione dell’IMAIE l’unico percorso praticabile per consentire la liquidazione dei diritti accumulati e garantire il ripristino delle condizioni necessarie ad una efficace tutela dei diritti degli Artisti sanciti dalla legge.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Bondi, considerata la gravità della situazione IMAIE, il 12/08/09 nomina l’Avv. Andrea Micciché (già consulente legale di IMAIE e professionista esperto) quale consigliere per le politiche in materia di tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori nonché dell’attività di difesa e promozione degli interessi collettivi delle predette categorie. Dopo una serie di incontri e tavoli indetti anche dal MIBAC con rappresentanti della SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL (soci fondatori IMAIE), a settembre 2009 i Soci Fondatori sottoscrivono congiuntamente un documento che delinea la proposta per la costituzione di un nuovo Istituto, inoltrata al MIBAC dallo stesso avvocato Micciché, che ha seguito i tavoli di trattativa. Poiché molti artisti lamentano il loro mancato coinvolgimento in questi tavoli, lo stesso Ministero, anche per il tramite dell’Avv. Micciché, comincia una serie di incontri con spontanee delegazioni di artisti. Da ciò scaturiscono altre proposte che, partendo da quella sottoscritta dai sindacati confederali, prospettano al MIBAC ulteriori soluzioni al fine di garantire sia il futuro del diritto connesso e dei suoi lavoratori, sia la centralità degli artisti aventi diritto rispetto alla gestione dei loro compensi. Entro il 31 dicembre 2009 il MIBAC secondo quanto riportato dai soggetti interessati, avrebbe dovuto decidere sulla costituzione della nuova IMAIE.

Il 13 ottobre 2009 la Presidenza del Consiglio dei Ministri convoca i Ministeri competenti coinvolti nella procedura di dichiarazione di estinzione (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) ed i Commissari Liquidatori di IMAIE nominati dal Presidente del Tribunale di Roma per discutere del futuro di IMAIE.

Il 29 ottobre 2009 nella seduta 241 della Camera dei Deputati, l’on. Ceccacci Rubino congiuntamente agli on. Baldelli e Barbieri presenta interpellanza urgente n. 2-00524, in cui si chiede al Governo la trasformazione di IMAIE in ente pubblico di interesse economico a base associativa ovvero il trasferimento di competenze, personale e risorse alla SIAE, di cui alle leggi n. 633/1941 e n. 93/1992.

Il 13 gennaio 2010 il Ministro Bondi durante l’audizione della VII Commissione Permanente del Senato ipotizza che le funzioni di IMAIE potrebbero essere trasferite in capo alla SIAE onde evitare una proliferazione di enti con funzioni analoghe.

Il 14 gennaio 2010 l’interpellanza n. 2-00524 viene discussa alla Camera, con risposta del Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali On. Giro, il quale assicura che l’intenzione del MIBAC è di assumere tutte le iniziative necessarie affinché si giunga ad una soluzione organizzativa e normativa che tenga conto di un doveroso bilanciamento di tutti gli interessi in gioco, per attuare concretamente il diritto degli artisti interpreti esecutori alla riscossione di quanto loro dovuto. In tale sede l’On. Barbieri ribadisce l’opportunità di trasferire le funzioni di IMAIE alla SIAE, sia perché lo sfruttamento dell’opera dell’ingegno genera automaticamente diritti d’autore e diritti connessi degli artisti e i relativi dati sono gestiti da SIAE, sia perché i diritti di copia privata audio e video, che corrispondono a gran parte dell’incasso IMAIE, sono raccolti e distribuiti in via primaria dalla SIAE. Inoltre, i produttori discografici italiani hanno delegato la SIAE ad incassare i diritti connessi del settore dei pubblici esercizi di loro spettanza.

Il 18 gennaio 2010 i Commissari Liquidatori, in adempimento a quanto previsto dall’art. 14 disp. att. Codice Civile, comunicano di voler procedere alla liquidazione generale dell’IMAIE e nel merito depositano in prefettura la determinazione della consistenza patrimoniale dell’Ente.

Il 19 gennaio 2010 nella seduta n. 314 del Senato, con atto n. 4-02534, anche a seguito delle minacce ricevute dall’ex Consigliere di Amministrazione IMAIE sig. Massimo Ghini – oggetto di numerosi articoli di stampa – il Sen. Vita chiede al Governo quali iniziative intende adottare e quali garanzie e controlli intende promuovere nella definizione del nuovo Istituto in via di costituzione, al fine di assicurare l’effettiva e certa tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori e precludere ogni possibilità di gestione discrezionale e priva di trasparenza dei fondi da ridistribuire agli aventi diritto.

Il 3 febbraio 2010 durante la seduta n. 165 della VII Commissione del Senato, relativa all’illustrazione del riordino del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche, il Ministro Bondi afferma che occorre rivedere l’attribuzione delle funzioni già esercitate dall’IMAIE mediante l’attribuzione al MIBAC del potere di vigilanze dell’organismo a cui le stesse saranno attribuite, al fine di garantire forme più efficaci di tutela dei diritti. Conclude il suo intervento sostenendo che debba essere approvata una norma che ribadisca la natura privata dell’ente con una più forte vigilanza dello Stato a tutela degli interessi economici dei privati senza che si perdano posti di lavoro. L’On. Vita invita il Ministro a tenere distinti i diversi ambiti di intervento come ad esempio il riordino di Cinecittà e la gestione dell’IMAIE, non ravvisandone il collegamento rispetto alla questione delle fondazioni lirico-sinfoniche.

Il 3 marzo 2010 il Direttore Generale IMAIE comunica ai dipendenti che, stante la fase liquidatoria in atto, sarà avviata a breve la procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori IMAIE. Di fronte a questa grave prospettiva senza la certezza della continuità del diritto e del lavoro, visto il silenzio delle istituzioni competenti, i lavoratori dell’IMAIE e gli artisti, congiuntamente alle associazioni di categoria ed ai sindacati CGIL e UIL, il 18 marzo 2010 scendono in piazza per rivendicare i loro diritti.

Il 16 aprile 2010 il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge sulle fondazioni liriche all’interno del quale è contemplata anche la nascita di un nuovo IMAIE.

Il 28 maggio 2010 il TAR del Lazio respinge definitivamente il ricorso contro l’estinzione presentato da Vianello, Del Prete e Verderio congiuntamente ad alcuni artisti.

Il 29 giugno 2010, l’Assemblea del Senato approva in via definitiva la conversione del decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali, che all’art. 7 prevede la costituzione di un Nuovo IMAIE.

C.L.L.I. Comitato Liberi Lavoratori IMAIE

5 Risposte

  1. resistete ragazzi, siamo con voi!

  2. Desideravo sapere dopo questa lunga “storia Infinita” cosa dobbiamo fare per passare al nuovo Imaie…perchè in qualche modo abbiamo perso l’orientamento e non riusciamo più a capire. L’iscrizione è autyomatica? il vecchio art.7 contunua ad esistere e ci saranno scadenze imminenti?.Grazie
    Giuseppe Moschella

  3. Desideravo sapere dopo questa lunga “storia Infinita” cosa dobbiamo fare per passare al nuovo Imaie…perchè in qualche modo abbiamo perso l’orientamento e non riusciamo più a capire. L’iscrizione è autyomatica? il vecchio art.7 contunua ad esistere e ci saranno scadenze imminenti?.Grazie
    Giuseppe Moschella

  4. Vorrei saperne di più, Vi prego di inviare aggiornamenti a questa mail – grazie saluti e buon anno .
    paola pitagora

  5. Chi è MARCO MAURI?

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